Paesaggi maestosi e cime montane spettacolari

Arrampicarsi all’interno del patrimonio mondiale delle Dolomiti

Una delle personalità più conosciute della valle, che ha reso famose in tutto il mondo le Dolomiti, è Luis Trenker. In veste di scrittore, regista ed attore egli non ha solo scritto molte trame di film, ma è stato anche e soprattutto uno scalatore. Arrampicarsi in Val Gardena: in questo paradiso della scalata avrete solo l’imbarazzo della scelta. Innumerevoli tour in quota ed ascese in vetta: ecco cosa rende tanto affascinante la Val Gardena.

L'arrampicata sportiva consiste nel superamento di brevi tratti caratterizzati da un'elevata complessità tecnica. La disciplina viene praticata, oltre che sulle falesie, in apposite palestre di arrampicata. L'arrampicata alpinistica punta invece primariamente alla conquista di una montagna. Il raggiungimento della vetta implica un'accurata pianificazione dell'impresa e l'impiego di moschettoni e sistemi di sicurezza. Chi voglia imparare attingendo alle esperienze di una guida alpina, può rivolgersi alle Scuole di alpinismo locali oltre che alle Associazioni guide alpine Val Gardena di Santa Cristina, Ortisei e Selva di Val Gardena. Il loro ricco programma comprende, oltre che i trekking guidati, percorsi in ferrata e corsi di arrampicata, anche l'assistenza nella conquista di vette in solitaria.

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Arrampicare in Val Gardena

Un'esperienza speciale

Vie di arrampicata

Una selezione di belle vie in Val Gardena

Guide:
„Arrampicare in Val Gardena e dintorni“ - 1 (ISBN-10: 8887272220)
„Arrampicare in Val Gardena e dintorni“ - 2 (ISBN-10: 8882667324)
„Arrampicare in Val Gardena e dintorni“ - 3 (ISBN-10: 8868390655)

Grande Fermeda - spigolo sud-est - 2873 m
  • Difficoltà: III e IV
  • Dislivello: 500 m
  • Sviluppo: 615 m + 80 m dalla forcella (targa) alla cima
  • Tiri: 19 + 100 m di zoccolo d’erba e 80 m dalla forcella (targa) alla cima "a corda corta" con brevi tratti in sicurezza
  • Ore: 4-5
  • Roccia: la parte bassa con erba gradinata, poi buona/ottima

Carattere:
Lunga arrampicata con grande impegno di individuazione. Nella prima parte, splendido giardino botanico, si punta ad una evidente grotta nera posta sullo sperone verso lo spigolo, ben visibile dall’attacco.

Approccio:
Prendere l’ovovia del Col Raiser, 2107m, situata tra Santa Cristina e Selva, seguire le indicazioni per Sas Rigais, superati due crocevia, il sentiero passa sotto la torretta Piera Longia. Proseguire sul lato destro della gola tra Grande Fermeda e Odla de Cisles. Entrare nel Canale e poco dopo sulla sinistra individuare un sentierino poco evidente, che per pendii erbosi porta all’attacco. Ore 1.15

Discesa:
Lo stesso itinerario di salita con tre doppie. Ore 2.30 – 3 + 1 al Rif. Col Raiser. In alternativa con 13 doppie atrezzate sulla parete nord-est verso la gola orientale della Grande Fermeda. Dalla cima riprendere la via normale fino alla forcella, e a tre metri dalla stessa sulla parete nord-est iniziano le calate: 1. 20 m, 2. 25 m, quindi attraversare un canale a sinistra; 3. 18 m, 4. 20 m, 5. 15 m, 6. 20 m, 7. 25 m, 8. 25 m, 9. 25 m. Al grande ripiano scendere nel canalone che piega verso destra. Sempre nel canale a destra in un enorme blocco: 10. 10 m, 11. 20 m. Seguire la diramazione di destra: 12. 15 m, poi sul lato sinistro verso una parete con licheni marroni: 13. 25 m. Ore 2- 2.30 + 1 al Rif. Col Raiser.

Punta delle Cinque Dita - forcella del pollice - 2996 m
  • Difficoltà: III - IV
  • Dislivello: 210 m
  • Sviluppo: 310 m + 60 m alla vetta
  • Tiri: 11
  • Ore: 3
  • Roccia: ottima

Carattere:
Itinerario suggestivo

Approccio:
Dal Passo Sella, 2176 m (localitá Rif. Passo Sella), con le telecabine, alla Forcella del Sassolungo, Rif. Toni Demetz, 2685 m. Scendere per sentiero sotto l’impianto di risalita e raggiunta la base delle Cinque Dita traversare a destra. Sempre per sentiero e poi per ripido e faticoso canalone, alla Forcella delle Cinque Dita. Ore 1.

Discesa:
Lo stesso itinerario di salita con 10 doppie. Ore 2.

Sassolungo - via normale - 3181 m
  • Difficoltà: III, due passaggi di III+
  • Dislivello: 500 m
  • Sviluppo: 1500 m ca.
  • Tiri: arrampicata prevalentemente "a corda corta" con dei tiri di corda nei tratti piú ripidi
  • Ore: 4-5
  • Roccia: ottima

Carattere:
Uno dei tremila piú difficili delle Dolomiti. Itinerario labirintico e vario, di grande soddisfazione. Non sempre semplice l’individuazione del percorso.

Approccio:
Dal Passo Sella, 2176 m (Rif. Passo Sella), con le telecabine alla Forcella del Sassolungo (Rif. Toni Demetz). Per sentiero nr. 525 scendere verso il Rif. Vicenza e dopo ca. 100 m di dislivello sulla destra verso l’evidente cengia dei “Fassani”, la quale ci indica la direzione all’attacco. Ore 0,15.

Discesa:
Lo stesso itinerario di salita con una doppia alla Torre Gialla e altre facoltative. Ore 3-4.

I. Torre del Sella -via normale - 2533 m
  • Difficoltà: II, tre metri di III
  • Dislivello: 150 m
  • Sviluppo: 280 m ca.
  • Tiri: arrampicata prevalentemente "a corda corta" con brevi tratti in sicurezza
  • Ore: 1.15
  • Roccia: ottima

Carattere:
Itinerario divertente e pulito.

Approccio:
Dal Passo Sella, 2244 m, ad est dell’Albergo Maria Flora. Seguire l’evidente sentiero, al primo bivio a destra verso un pianoro con blocchi in corrispondenza della parete sud della I Torre del Sella. Alla prima parete rocciosa il sentiero sale in diagonale (esposto) e poco dopo raggiunge il terrazzo prativo e a destra l’attacco. Ore 0.35

Discesa:
1. Lo stesso itinerario di salita con una doppia facoltativa nel finale. Ore 1 + 0.20 al Passo Sella.
2. Discesa facoltativa. Ore 1 + 0.20 al Passo Sella.
3. Dallo spigolo ovest con 5 doppie. Ore 1 + 0.20 al Passo Sella.

II. Torre del Sella - fessura di destra - 2598 m
  • Difficoltà: III+, un passaggio IV-
  • Dislivello: 100 m
  • Sviluppo: 125 m ca.
  • Tiri: 4
  • Ore: 1
  • Roccia: buona

Carattere:
divertente

Approccio:
Per la brevità viene di solito abbinata a qualche via della I. Torre oppure come unico itinerario, raggiungendo l’attacco per la via normale della I. Torre.

Discesa:
Lo stesso itinerario di salita con una doppia facoltativa nel finale. Ore 1.15 + 0.20 al Passo Sella.

III. Torre del Sella - via "Jahn" - 2696 m
  • Difficoltà: IV-, un passaggio di IV
  • Dislivello: 250 m
  • Sviluppo: 300 m + 2 doppie (10 m, 20 m) + 100 m ca. Di cengia + 50 m allla vetta
  • Tiri: 7 piú 50 m alla vetta
  • Ore: 3
  • Roccia: ottima

Carattere:
Arrampicata elegante e divertente.

Approccio:
Dal Passo Sella, 2244 m, ad est dell’ Albergo Maria Flora. Seguire l’evidente sentiero, al primo bivio a sinistra, al primo tornante a destra sempre per sentiero in leggera discesa all’attacco dell’ itinerario normale. Sulla cengia a spirale, a 50 m dal canale si trova l’attacco. Ore 1.30

Discesa:
Lo stesso itinerario di salita con una doppia appena sotto la vetta e 5 doppie nel canalone sud-ovest. Ore 2 + 0.20 al Passo Sella.

Vie ferrate

Una selezione di belle vie ferrate
Piccola e grande Cir

Piccola Cir

  • Difficoltà: medio-facile
  • Dislivello totale: 220 m
  • Ore tot. Per la salita: 1

Carattere:
Breve e divertente. Ideale per principianti, molto frequentata.

Approccio:
Da Selva con l’ovovia del Dantercepies, 2300 m, quindi(vedi anche segnaletiche) risalire la cresta erbosa (nord), che porta all’inizio di un canale. Base per l’approccio anche il Passo Gardena, 2125 m. Per la ferrata: risalire il canale sulla sinistra, e dopo 40 m sulla destra ad un ripiano inizia un percorso attrezzato con una piccola scaletta (attacco, ore 0.30). La prima parte supera lo sperone sud e dopo un trasferimento senza corda fissa un ultimo tratto attrezzato supera la cuspide sommitale.

Discesa:
Scendere a ritroso la cuspide sommitale, poi deviare a sinistra (nord) seguendo un’altra corda fissa che conduce in un canale, il quale riporta alla Dantercepies.

Grande Cir

  • Difficoltà: facile, due tratti atrezzati
  • Dislivello totale: 300 m
  • Ore tot. Per la salita: 2

Carattere:
Fantastica cima panoramica con percorso interessante e piacevole.

Approccio:
Dalla stazione a monte del Dantercepies, 2300m (vedi anche segnaletiche), per sentiero costeggiare le pendici delle Punte Cir e risalire il canale a sinistra della Grande Cir fino alla corda fissa (attaco ore 0.30). Base per l ‘approccio anche il passo Gardena, 2125m. Per la ferrrata: seguire a destra la cengia ascendente e attrezzata, quindi per sentiero a tornanti ad una paretina pure attrezzata. In prossimitá dello spigolo ovest per tratti di I alla croce di vetta.

Discesa:
Lo stesso itinerario di salita.

Catinaccio d’Antermoia - 3004 m
  • Gruppo montano: gruppo del Catinaccio
  • Punto di partenza: Gardeccia – fino a qui con piccolo autobus da Pera di Fassa
  • Difficioltà: facile
  • Dislivello: da Gardeccia 1050 metri di dislivello.
  • Tempo di percorrenza:
    Gardeccia – Rifugio Vaiolet – Passo Principe: 2 ore
    Passo Principe – Catinaccio d'Antermoia: 1 ora e mezza
    Catinaccio d'Antermoia - Forcella del Catinaccio d'Antermoia – Passo di Antermoia: 1 ora e mezza
    Passo d'Antermoia – Passo Principe - Gardeccia: 1 ora e mezza.
  • Annotazioni: Ferrata facile, ma a tratti molto esposta sull'unica montagna oltre i tremila metri del Catinaccio. Percorso paesaggisticamente straordinario, ma spesso molto frequentato. In un tour di due giorni adatto ad essere combinata con la ferrata di Laurenzi.

Da Gardeccia (1950m) si prosegue su ampia strada percorribile (demarcazione 546) su una salita mediamente ripida fino al rifugio Vaiolet. Sul sentiero 584 si continua in seguito fino alle pendici delle Torri del Vaiolet in direzione del Passo Principe con il piccolo rifugio (2601m).

Seguendo le tracce della risalta e la demarcazione attraverso il ghiaione si raggiunge in pochi minuti l’inizio della ferrata. Si attraversa il pendio a sinistra fino a che un breve camino di roccia non riporta il tragitto verso destra su uno stretto lastrone montano. Breve ma esposta discesa sul lastrone citato verso una scaletta, tramite la quale è possibile scendere un costone di roccia. Ben assicurati gradini di roccia e canalette portano in altezza verso la larga fiancata occidentale, la quale è facilitata nell’attraversamento fino alla sua conclusione in una profonda gola. Da qui si prosegue a destra su roccia molto ruvida verso lo stretto crinale nord. Da qui, ancora esposti a notevoli altezze, verso la croce di vetta.

Dalla cima si scende inizialmente attraverso il crinale sud fino alla roccia molto ruvida all’inizio dell’ampio lastrone sul versante orientale. Si prosegue verso il basso per un periodo abbastanza lungo, lungo la distesa di detriti fino a raggiungere la sporgenza rocciosa. Questa può essere superata, scendendo con l’aiuto di corde ferrate ed una scaletta in ferro fino alla forcella del Catinaccio d'Antermoia (2700m). In seguito alle tracce di ferrata site direttamente sotto alla parete orientale del Catinaccio d’Antermoia, si prosegue con minima perdita di altitudine verso il Passo di Antermoia (2770m) e attraverso un ghiaione molto ripido si raggiunge il Passo Principe. Sulla via dell’ascesa si giunge nuovamente a Gardeccia.

Ferrata "Brigata Tridentina"
  • Quota: 2585 m
  • Dislivello totale: 600
  • Ore totale per la salita: 3-4 ore
  • Ore per la discesa: 1.30
  • Difficoltà: Media

Carattere:
La via ferrata piú famosa delle Dolomiti. La parte alta é quella piú impegnativa.

Approccio:
Dal Passo Gardena, 2125m, scendere verso Corvara e all’ottavo tornante al grande parcheggio, 1956m (indicazioni). Per sentiero segnalato all’ attacco. Ore 0.10. Per la ferrata. Seguire le corde e gli infissi che vincono la barriera rocciosa tra il bosco. Poi si passa tra due grossi blocchi e per sentiero e segnaletiche alla base del massicccio del Sella. Il percorso ben attrezzato con divertente arrampicata risale la Torre Exner, che viene lasciata in alto, tramite un ponte sospeso. Per corto tratto di corda fissa e sentiero si raggiunge il Rif. Pisciadú.

Discesa:
Per sentiero 666 verso nord ovest per imboccare la val Setùs e proseguire diritti fino al parcheggio.

Piz Boè - 3152 m

Ascensione facile per ammirare il magnifico circo glaciale del Vallon e raggiungere la vetta più elevata del Sella (il Piz Bo è 3152 m) o altre vette vicine.

Partenza:
Da Corvara si prende la cabinovia che porta al Lago Boè e da lì si sale sulla seggiovia del Vallon. Dalla seggiovia si continua a piedi per il circo glaciale del Vallon.

Tempi:
Itinerario di una giornata, con avvicinamento e durata complessiva di 6 ore (4 ore in salita, 2 ore in discesa).

Dislivello:
500 metri circa.

Livello di difficoltà:
La ferrata è abbastanza lunga pertanto richiede qualche giorno di allenamento prima di essere affrontata. Nel complesso risulta facile anche se il passaggio chiave sulla paretina non è da trascurare.

Descrizione dell’itinerario:
Dalla stazione della cabinovia proveniente da Corvara si prende il sentiero n.638 per il rifugio Kostner. Quando siete arrivati nel punto in cui potete vedere il rifugio, il sentiero si biforca e voi dovete dirigervi a sinistra verso la parete SE del Piz del Lec de Boè, seguendo poi il percorso circolare del Vallon.

Sassopiatto - via ferrata "Oskar Schuster" - 2955 m

Difficoltá:
facile Dislivello totale: 430m in discesa dal Rif. Toni Demetz al Rif. Vicenza + 700m alla cima Ore tot. Per la salita: 4 Ore per la discesa: 3

Carattere:
Ambiente bellissimo e molto vario. Lunga escursione.

Approccio:
Dal Passo Sella, 2176 m (localitá Rif. Passo Sella), con le telecabine alle forcelle del Sassolungo (Rif. Toni Demetz), 2685 m. Scendere al Rif. Vicenza, lí deviare a sinistra verso la conca del Sassopiatto per sentiero marcato. Infine per un faticoso ghiaione all’attacco. Ore 1.45

Discesa:
Per il versante ovest, ossia per il sentiero normale al Rif. Sassopiatto. Quindi per il sentiero Federico Augusto (nr. 4) si ritorna al Passo Sella.

Arrampicata "Pößnecker" - via ferrata delle Mesules

Difficoltá:
difficile Dislivello totale: 700m Ore tot. Per la salita: 3-4 Ore per la discesa: 3-4

Carattere:
Una delle prime vie ferrate della Val Gardena. Molto originale la prima parte attraverso lame gigantesche. In complesso molto lunga, richiede buon allenamento.

Approccio:
Dal Passo Sella, 2244 m(localitá Albergo Maria Flora), prendere sentiero nr. 649 che, passando sotto le Torri del Sella, con qualche saliscenda conduce all’attacco. Ore 0.30.

Discesa:
Dal Piz Miara, 2965 m (crocefisso), scendere verso nord-est al sentiero nr. 649. Alla prima forcella ci sono tre alternative di rientro:

  • 1. Questo é il rientro piú breve, ma sconsigliabile con la nebbia. In direzione sud-est per tracce e ometti lungo un vallone poco evidente sull’altopiano, che conduce tra la Torre de Roces. Ora scendere ripido in Val Lasties con alcuni tratti di corda fissa e per sentiero nr. 6556 ad un tornante della strada per il Passo Sella e per essa al Passo. Ore 3.
  • 2. Per il sentiero nr. 649 verso il Rif. Boé, 2873 m, e in Val Lasties per sentiero nr. 647. Successivamente per nr. 656 ad un tornante della strada per il passo Sella e per essa al Passo. Ore 4.
  • 3. Per il Passo Gardena. Seguire il sentiero nr. 649 alla Sella del Pisciadú, 2908 m, e con il sentiero nr. 676 scendere al Rif. Pisciadú, 2587m. Ora per sentiero nr. 666 lungo la Val Setus al Passo Gardena, 2125m. Ore 3
Sass Rigais - 3025 m

Difficoltá:
facile Dislivello totale: 900 m Ore tot. Per la salita: 3.30-4 Ore per la discesa: 3

Carattere:
Bellissimo tremila con grandiosa cima panoramica. Viene normalmente salita dalla cresta est e disceso dal versante sud-ovest, ma anche viceversa. Via ferrata molto frequentata e ben segnalata.

Approccio:
Prendere l’ovovia del Col Raiser, 2107 m, situata tra Santa Cristina e Selva, seguire le indicazioni per Sas Rigais. Dalla torretta Piera Longia scavalcare un recinto, al terzo crocevia prendere a destra per la cresta est si risale la lunga Val dla Salieries fino all’omonima forcella, quindi a sinistra per parete gradinata e rampa fino all’attacco delle corde fisse. Il percorso attrezzato con qualche tratto di I. Grado conduce alla vetta. Per il versante sud-ovest risalire il canalone ghiaioso della Forcella de Mezdi fino a metá ca. Deviando a destra all’attacco. Dopo la prima parte attrezzata seguire i bolli rossi raggiungendo piú in alto la cresta e poi la vetta per corde fisse.

Discesa:
Gli stessi itinerari di salita.

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